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Prima di riempirsi la bocca con la parola scientifico, dare del complottista a caso o perculare qualcuno perché crede in Dio come se fosse un povero fesso che insegue gli unicorni rosa, sarebbe bene essere al corrente delle seguenti affermazioni - che dovrebbero essere chiare e scontate come il giorno e la notte:
1. La scienza non é altro che filosofia che si dà un metodo rigoroso e ripetibile, una filosofia "skillata" diciamo.
2. Il fatto che un fenomeno sembra ripetersi x volte, non significa necessariamente che si ripeterà per sempre. Per quello che ne sappiamo, non possiamo escludere che un giorno non nascano dei corvi arancioni, o che non cominceremo a cadere verso l'alto schizzando fuori dall'orbita terrestre. Anzi, in un intervallo di tempo tendente ad infinito, possiamo definire probabile che ciò prima o poi accada.
3. Il fatto che un qualcosa non può essere dimostrato, non significa necessariamente che non esista. Per fare un esempio caro alla scienza, la materia oscura (il 95% della materia!) non può essere dimostrata, eppure tutta la comunità scientifica la considera come se ci fosse. Per fare un altro esempio caro a me, se io penso un unicorno rosa non posso dimostrare di stare a pensarlo, eppure trovo difficile sostenere che quel pensiero non esista.
4. Il fatto che una cosa possa essere dimostrata, non significa necessariamente che sia vera. La scienza é piena di teorie dimostrate e ritenute solide che poi sono state abbandonate perché si era dimostrata un'altra teoria che la contraddiceva.
Se uno non capisce o non accetta queste 4 cosette, quando parla di scienza si pone alla pari di un fanatico religioso che parla di Dio.

LA PFITZER HA RICATTATO I PAESI SUDAMERICANI



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What it is? Something appears and disappear on the movie.
Un sospettato in manette salva il poliziotto che si stava strozzando con la gomma da masticare. Incredibile!
Your Front seat to my Mars landing us here. Watch how they did it
IL TERRORISMO DEL DOTT. GALLI

Il Dott. Massimo Galli ormai si è rivelato per quello che è: un terrorista che usa la sua notorietà per diffondere costantemente ipotesi e scenari tragicamente esagerati, al fine di tenere alta la tensione sul coronavirus (e quindi mantenere viva la corsa al vaccino).

Dopo aver dichiarato che “ormai i miei reparti sono pieni di varianti”, è andato ieri sera da Purgatori (LA7) a ripetere che “di questo passo fra due settimane avremo mille morti al giorno”. Questo nonostante sia stato pubblicamente smentito dal suo stesso Ospedale, il Sacco di Milano. Leggete di seguito l’articolo di Affaritaliani:

Ospedale Sacco smentisce Galli: "I reparti non sono pieni di varianti"

"In merito ad alcune notizie apparse sulla stampa riguardanti 'reparti pieni di varianti' riferite al reparto di degenza di Malattie Infettive dell'ospedale Sacco, l'ASST Fatebenefratelli Sacco precisa che tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all'interno del presidio". Lo si legge in una nota della stessa Asst in riferimento all'allarme lanciato ieri dal direttore delle Malattie infettive del Sacco di Milano, Massimo Galli, che aveva parlato di "reparti pieni di varianti".

"Attualmente - prosegue la nota - le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall'ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale". La Asst spiega inoltre che "in collaborazione e sintonia con ATS Città Metropolitana di Milano, l'ASST Fatebenefratelli Sacco con il suo Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e diagnostica delle Bioemergenze è già dalla fine di dicembre 2020 parte attiva del sistema di sorveglianza sulle varianti, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità ed è stato individuato come uno dei sei laboratori regionali accreditati a livello nazionale".

Al Sacco di Milano su 314 pazienti Covid positivi ricoverati tra il 23 dicembre 2020 e il 4 febbraio 2021, "i dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante UK (inglese) su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a squenziamento". Lo riferisce in una nota la Asst Fatebenefratelli-Sacco. "Si precisa, inoltre, che presso il Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e diagnostica delle Bioemergenze prevede di utilizzare a breve un nuovo test diagnostico che permetterà di identificare in via preliminare l'eventuale positività ad una delle tre varianti". Per la Asst, "la presenza di varianti del virus rappresenta una preoccupazione per il mondo sanitario e questo deve indurre, da una parte, gli operatori sanitari a mantenere un'elevata attenzione per individuarne la presenza a scopo preventivo e, dall'altra, tutta la popolazione ad attenersi alle usuali misure di sicurezza per evitare il contagio da Covid-19". All'ospedale Sacco di Milano "fino ad oggi presso il Laboratorio di questa ASST è stata identificata esclusivamente la variante UK (cosiddetta "variante inglese") e, al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana", si legge sempre nella nota di Asst Fatebenefratelli-Sacco, sottolineando che tra il 23 dicembre 2020 e il 4 febbraio 2021 sono stati 6 i pazienti positivi al Covid-19 ricoverati e contagiati dalla "variante inglese".
IL TERRORISMO DEL DOTT. GALLI

Il Dott. Massimo Galli ormai si è rivelato per quello che è: un terrorista che usa la sua notorietà per diffondere costantemente ipotesi e scenari tragicamente esagerati, al fine di tenere alta la tensione sul coronavirus (e quindi mantenere viva la corsa al vaccino).

Dopo aver dichiarato che “ormai i miei reparti sono pieni di varianti”, è andato ieri sera da Purgatori (LA7) a ripetere che “di questo passo fra due settimane avremo mille morti al giorno”. Questo nonostante sia stato pubblicamente smentito dal suo stesso Ospedale, il Sacco di Milano. Leggete di seguito l’articolo di Affaritaliani:

Ospedale Sacco smentisce Galli: "I reparti non sono pieni di varianti"

"In merito ad alcune notizie apparse sulla stampa riguardanti 'reparti pieni di varianti' riferite al reparto di degenza di Malattie Infettive dell'ospedale Sacco, l'ASST Fatebenefratelli Sacco precisa che tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all'interno del presidio". Lo si legge in una nota della stessa Asst in riferimento all'allarme lanciato ieri dal direttore delle Malattie infettive del Sacco di Milano, Massimo Galli, che aveva parlato di "reparti pieni di varianti".

"Attualmente - prosegue la nota - le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall'ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale". La Asst spiega inoltre che "in collaborazione e sintonia con ATS Città Metropolitana di Milano, l'ASST Fatebenefratelli Sacco con il suo Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e diagnostica delle Bioemergenze è già dalla fine di dicembre 2020 parte attiva del sistema di sorveglianza sulle varianti, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità ed è stato individuato come uno dei sei laboratori regionali accreditati a livello nazionale".

Al Sacco di Milano su 314 pazienti Covid positivi ricoverati tra il 23 dicembre 2020 e il 4 febbraio 2021, "i dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante UK (inglese) su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a squenziamento". Lo riferisce in una nota la Asst Fatebenefratelli-Sacco. "Si precisa, inoltre, che presso il Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e diagnostica delle Bioemergenze prevede di utilizzare a breve un nuovo test diagnostico che permetterà di identificare in via preliminare l'eventuale positività ad una delle tre varianti". Per la Asst, "la presenza di varianti del virus rappresenta una preoccupazione per il mondo sanitario e questo deve indurre, da una parte, gli operatori sanitari a mantenere un'elevata attenzione per individuarne la presenza a scopo preventivo e, dall'altra, tutta la popolazione ad attenersi alle usuali misure di sicurezza per evitare il contagio da Covid-19". All'ospedale Sacco di Milano "fino ad oggi presso il Laboratorio di questa ASST è stata identificata esclusivamente la variante UK (cosiddetta "variante inglese") e, al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana", si legge sempre nella nota di Asst Fatebenefratelli-Sacco, sottolineando che tra il 23 dicembre 2020 e il 4 febbraio 2021 sono stati 6 i pazienti positivi al Covid-19 ricoverati e contagiati dalla "variante inglese".
Occhio sono I vaccini che creano la variante perché il virus resiste si rafforza e muta veloce! Se vogliono lo streminio e che lo sterminio sia. Quando mi attacca qualcosa non sto mica fermo mi difendo e cerco la migliore arma dal avversario, si chiama la superpotenza ciò che fanno le nazioni, in questo caso più forte è il virus ed ha trovato il suo modo come vincere la pseudo arma che poi è il vaccino molto scarso perché nessuno può combattere coronavirus. Esso può solo scomparire per i cazzi suoi non certo con un vaccino ed è impossibile inseguirlo anzi gli permette di mutare e di migliorarsi. Vi dicono che funziona, un vaccino dà l'immunità, ma è solo per non perdere la fiducia per ottenere l'effetto placebo perché loro scopo è quello è di confondere sempre di più l'uomo. Ho detto tra due mesi sarà fuori conrollo, ma son convito quando 2 miliardi di esseri umani saranno infetti sul globo intero, poi lo chiameranno ancora e ancora in vari modi e sarà innarestabile! Dimenticate HIV, Ebola o altri virus perché sono come i topi da recinto. Questo coronavirus sarà centenario grazie alla sua carica positiva, ma poteva finire tutto in qualche mese, bastava adottare le giuste misure, isolare i focolai, recintare infetti dai sani nelle strutture adatte e il virus scompariva da solo e si tornava alla normalità quando si poteva ancora. Ma l'uomo inizia con la chimica perché si fida della scienza, soministra i farmaci, i vaccini che poi costringe virus a cambiare la sua veste in mutamento ed è ciò che fa, e al improvviso l'uomo inizia chiamarlo la variante, sono come diretto responsabile proprio i farmaci e i vaccini a farlo diventare la variante. I superbatteri? Anche essi ormai sono fuori controllo e che nessuno parla grazie agli antibiotici che lo hanno fatto diventare resistente ed ora invece di combattere lui mangia gli antibiotici stessi, cioè ha mutato si è adattato al antibiotico e si nutre da esso per colpa della chimica umana e la melassa biochimica batterica coltivata negli laboratori e che sta in realtà pure lui uccidendo delle persone. In Italia muore ongi anno per la causa di questi superbatteri intorno 30 mila persone e i numeri sono saliti anno in anno, cioè 10 milioni di persone muore per la causa degli antibiotici nel mondo ogni anno. Comunque siete fregati dal l'uomo convinti che la sua scienza sia intelligente è invece è la mano nera che vi colpisce. Ricordo che coronavirus è una minuscola vita molto complessa fin dal origine cioè dalla era precambriana ed ha visto miliardi di miliardi delle specie dal interno del ospite nel corso della storia di questa terra, e l'uomo pensa di combattere ciò che non si può combattere, ma limitare la propagazione del virus stesso. I suoi segreti nessun uomo della terra può comprendere la sua vera funzione come una vita macroscopica quando esso è in opera, scoperto dal l'uomo solo dal 1960 e non ha capito un fico secco guasi niente su di lui,ma l'uomo permette di far morire le persone e poi la moria totale. Io farò la festa per ridere di loro quando questo evento avverrà, ma sarò in vita ad godermi lo spettacolo perché io ho già simulato la cosa e ho visto cosa può accadere. Mad Max vi sta asspetando quando le persone inizieranno uscire fuori dalla ragione a quel punto nessun esercito potrà fermare né la pazzia umana animale né tantomeno i il virus, che muta così veloce è da inchinarsi difronte a lui. Tornado al super batterio: La scienza umana ha dichiarato che è fuori controllo totale da 5 mesi! Cosa succede quando il coronavirus noto come covid19, si incontra con il suo lontanto parente I superbatteri? Nella prossima puntata.
Nel Trecento Venezia era il centro di un vasto impero marittimo dominante su gran parte delle coste orientali del Mar Adriatico, comprendente le città di Trieste, Pola e Zara, numerose cittadine di minore importanza, su una parte della Penisola di Morea, sulle grandi isole greche di Creta, Cipro ed Eubea e sulla maggior parte delle isole Cicladi. Alla fine del XIV secolo la flotta veneziana poteva contare su circa 17.000 marinai e oltre 3.000 navi di vario tipo, che permettevano alla città lagunare di avere quasi il completo controllo commerciale nel bacino orientale del Mediterraneo. Inoltre, le flotte veneziane gestivano regolarmente una linea di collegamento marittimo che, attraverso le coste dell’Europa occidentale, collegavano la città all’Inghilterra e alle Fiandre, consentendo un ampliamento della rete commerciale. L’attività principale di questi traffici era dedicata al commercio dei prodotti provenienti dall’Oriente, che i mercanti veneziani portavano in città, distribuendole in seguito in tutta Europa. Oltre alle entrate dovute a questo tipo di commercio, l’economia di Venezia doveva la propria forza anche alla fiorente industria locale, che produceva panni di seta e di lana, vetro e armi. Il più importante ramo industriale, era senza dubbio la cantieristica navale, che prevedeva la costruzione e la riparazione di navi di tutti i tipi: questa fiorente attività veniva svolta nell’Arsenale di Stato, ed in diversi altri cantieri privati. La banca veneta, al contrario delle altre grandi banche italiane, non si dedicava molto ai prestiti esterni, quanto al finanziamento delle attività commerciali e marittime cittadine. L’attività mercantile era particolarmente agevole grazie anche alla stabilità della moneta di Venezia, il ducato d’oro, che in seguito venne chiamato zecchino, del peso di 3,600 gr. al titolo di 24 carati: le misure di questa moneta restarono invariate per oltre cinque secoli e grazie alla fiducia di cui essa godeva sui mercati, assunse presto le funzioni e l’importanza proprie di una moneta internazionale. Della floridezza economica veneziana, godeva anche la parte più povera della popolazione, che trovava facilmente lavoro e tranquillità, a Venezia: mentre sulle navi degli altri Stati, i rematori erano solitamente dei galeotti o dei prigionieri di guerra, che svolgevano il proprio lavoro incatenati al remo e costretti a remare dalla frusta di un’aguzzino, la Serenissima non introdusse questo sistema se non agli inizi del Cinquecento. In questo modo, i più poveri che non fossero riusciti a trovare un lavoro a terra, potevano arruolarsi come rematori sulle navi veneziane percependo un regolare stipendio. Le ampie possibilità di lavoro e l’operosità del popolo veneziano, furono la ragione del benessere e della tranquillità, politica della città. Nel XIV secolo, si ritiene che il reddito medio dei veneziani fosse di 50 lire in oro pro capite, una somma che era molto superiore alla media dell’epoca. Questo spiega come la popolazione di Venezia raggiungesse nel Trecento le 200.000 unità, la più popolosa città europea del periodo. Il dominio dei mari e l’attività commerciale, vennero costruiti e mantenuti a seguito di durissime lotte, prima contro gli Arabi ed i Bizantini, ed in seguito contro Genova e contro i Turchi. I Genovesi in particolare avevano aiutato i Greci a ritornare in possesso di Costantinopoli, causando la caduta dell’Impero Latino ed acquisendo una posizione di privilegio nel nuovo Impero Bizantino e sull’importante mercato della sua capitale. In seguito essi si spinsero fino al Mar Nero e sulla sponda della Crimea, dove fondarono le tre colonie di Caffa, oggi Feodosia, Balaclava e Sudak. Da queste basi del Mar Nero, Genova riceveva le granaglie, le pelli ed il legname provenienti dalla Russia e la seta cinese, che giungeva al porto di Trebisonda attraverso l’Asia centrale. Non soddisfatti, i genovesi intrapresero una dura lotta contro Venezia per il possesso degli scali greci e orientali: le guerre tra queste due potenti Repubbliche Marinare, durarono decenni, con alterni risultati. Nel 1298 la flotta genovese penetrò nell’Adriatico sconfiggendo la flotta veneziana nella battaglia delle Isole Curzolane. Più gravi furono gli scontri avvenuti nel XIV secolo: nella guerra combattuta nel periodo compreso tra il 1350 ed il 1354, i veneziani riuscirono ad ottenere una prima vittoria nelle acque della Sardegna, ma vennero a loro volta sconfitti nel 1354 nelle acque della Morea, a Portolungo, dalla flotta genovese comandata da Paganino Doria. Nel 1378 la guerra riprese: in quello stesso anno, davanti ad Anzio, l’ammiraglio veneziano Vettor Pisani sconfisse la flotta genovese catturandone il comandante Luigi Fieschi. L’anno successivo fu la volta di Venezia a subire una durissima sconfitta nelle acque di Pola: in quell’occasione, Vettor Pisani riuscì a scampare con sole sei navi superstiti; tornato a Venezia venne processato e incarcerato. I genovesi, galvanizzati dal successo, guidati dall’ammiraglio Pietro Doria, assalirono ed occuparono Chioggia. Per Venezia fu il momento più drammatico: assalita contemporaneamente dai Carraresi di Padova, dal re d’Ungheria e dal patriarca di Aquileia, la città si trovò, con i genovesi che da Chioggia avanzarono ulteriormente occupando Malamocco. Con uno sforzo incredibile, la popolazione veneziana riuscì in poco tempo ad allestire una nuova flotta che bloccò i genovesi a Chioggia costringendoli poi alla resa. Nel 1381 venne firmata la Pace di Torino, che pose fine alla Guerra di Chioggia. La condizione storica più importante fra quelle sancite da questo trattato di pace, fu il riconoscimento da parte di Venezia, dell’indipendenza della città di Trieste, che poco tempo dopo passò sotto il dominio degli Asburgo, rimanendovi fino al 1918. La guerra di Chioggia e la successiva pace, furono sfavorevoli alla Repubblica di Genova, che esurì nel corso del conflitto gran parte delle proprie forze e che, a causa di questo, fu costretta a ridurre la propria presenza nel Mediterraneo orientale consentendo a Venezia di prendere il sopravvento anche nel Mar Nero, fondandovi la nuova colonia di Tana, sorta alla foce del fiume Don, non molto distante dall’odierna città di Azov. Per secoli la Repubblica di Venezia si impegnò ad estendere i propri domini solo alle coste adriatiche e del Mediterraneo orientale, sentendosi sufficientemente protetta sul versante terrestre dalla laguna. In seguito, con la costituzione nel Veneto e in Lombardia di potenti Signorie, Venezia fu costretta a cercare un’espansione anche sui territori di terraferma, come i veneziani definivano le aree poste fuori dalle lagune. La prima città veneta ad essere occupata fu Treviso nel 1339. Nei decenni successivi, in seguito alle guerre sostenute contro i genovesi e le questioni orientali, impedirono ulteriori progressi. Solo in seguito alla minacciosa espansione condotta dal signore di Milano Gian Galeazzo Visconti sul territorio veneto, richiamò nuovamente l’attenzione dei governanti della Serenissima sulla necessità di estendere i propri territori in quella direzione. Alla morte del condottiero milanese, approfittarono della confusione che si era venuta a creare per annettersi Belluno ed altre terre cedute dagli eredi di Gian Galeazzo Visconti. Successivamente, dopo una rapida guerra contro il signore di Padova Francesco Novello da Carrara, Venezia incorporò tra i propri domini le città di Verona e Vicenza; poco dopo, nel 1405 anche la stessa Padova divenne possesso veneziano. Francesco Novello, catturato e imprigionato, venne processato, condannato a morte e strangolato con i suoi due figli. La crudeltà e la risolutezza dimostrate in questa occasione dal governo veneziano, tolsero le residue speranze di riscossa ai Da Carrara, la potente famiglia che per circa un secolo aveva dominato su Padova e su buona parte del Veneto. Circa nello stesso periodo, venne tolto il Polesine agli Este, come conseguenza di un prestito non restituito. In pochi anni Venezia si assicurò il dominio di gran parte del territorio veneto, inserendosi tra i maggiori Stati italiani come ampiezza del territorio, solidità economica e stabilità sociale. Mentre Venezia prosperava sotto la guida dell’oligarchia mercantile, le altre due importanti Repubbliche Marinare dell’Italia medievale entravano in un periodo di decadenza. Genova era riuscita nel XIII secolo a togliere la Sardegna a Pisa, salvo poi perderla a vantaggio della Casa di Aragona, ponendo in tal modo un’altra regione italiana sotto il dominio straniero. In Corsica i genovesi riuscirono a mantenere il proprio controllo, imponendosi con la forza sui baroni locali. Genova stessa era straziata al suo interno dalle lotte di fazione e dalle ricorrenti discordie tra i nobili ed il popolo. Per ovviare a questa situazione, per un certo periodo la città si mise sotto la protezione dei Visconti, signori di Milano. Poco dopo Genova si ribellò al dominio milanese e riconquistò la propria indipendenza. Essa durò poco, poichè a causa di nuove tensioni interne, il governo decise di porre la città sotto la tutela del re di Francia, che inviò in città un presidio militare. Liberatasi anche dall’occupazione francese, Genova tornò, ad essere nuovamente preda degli scontri tra fazioni che si prolungarono ancora per secoli. Nonostante questo, grazie alla propria intraprendenza e alle capacità, lavorative del popolo, l’economia genovese riuscì a rifiorire. I banchieri genovesi in particolare, continuarono a concludere affari molto redditizi, soprattutto con i sovrani spagnoli, mentre la marineria ligure continuava a tener alto il proprio prestigio. Ben peggiore fu il destino di Pisa: dopo la grave sconfitta subita nel 1284 ad opera dei genovesi nella battaglia della Meloria, essa dovette subire l’aggressione da parte di Firenze e delle altre città toscane sue alleate. In particolare, Firenze era intenzionata ad impadronirsi della foce dell’Arno per i propri traffici d’oltremare. Proprio per evitare questo assoggettamento, Pisa si pose sotto la protezione di Signorie locali e straniere. La prima di queste Signorie, fu quella del conte Ugolino della Gherardesca, mentre l’ultima fu quella di Gian Galeazzo Visconti, sotto la cui protezione i pisani si erano posti per evitare di cadere sotto il dominio fiorentino. Alla sua morte, Firenze riprese l’offensiva contro Pisa: il lungo assedio posto dall’esercito fiorentino alla città causò la morte per fame di una buona parte della popolazione locale. Nel 1406 Pisa si arrese ed entrò a far parte dello Stato fiorentino, ma da allora il suo commercio non tornò più florido come un tempo.
Does a single dose of the vaccine trigger the production of antibodies in humans? It is impossible for human chemical reasons! The leukocytes that is the white blood cells are like the immune defenses cannot prevail over the red blood cells The so-called thrombocytes and which must be on a par or is the disease of the subject with cellular cannibalization, if the immune defenses increase they must be replaced with a transplant from the bone marrow with a compatible subject to bring the number of leukocytes to par. Lymphocytes Low lymphocytes (or Lymphopenia) We speak of low lymphocytes, or lymphocytopenia (or, again, lymphopenia), when the quantity of lymphocytes falls below 1000 units per microliter, at least as regards adults. High Lymphocytes said (Lymphocytosis) what are lymphocytes? Lymphocytes are the cells that make up the effector portion of the adaptive immune system; they are able to generate and modify the antibodies that will recognize the antigens in the future, but they cannot exceed 1% or rather severe previous blood disease occurs. The vaccine? it can only help to better defend human cells but cannot in any way facilitate the propagation or rapid rebirth of lymphocytes, leukocytes also constitute the immune defenses that must be in balance or according to human organisms and its biochemistry because it is different each one of us flowing different. In fact, vaccinating 10 people and that those 10 people will have the same effect is impossible because those 10 subjects are set differently according to their biochemical organisms. When does an elderly person have low immune defenses because their body produces less of the biochemicals? The vaccine can help to stimulate cell production and in this case it can help, when a subject instead has excellent immune defenses in balance and who receives a vaccine? Despite the fact that those subjects have excellent immune defenses, no vaccine can have any benefit in fact it is the opposite because the human body reacts that prevents the body from becoming unbalanced, then either neutralizes the vaccine or generates pathogenic defects in the medium and long term.

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